Il bambino (0-6 anni) e il mondo dei numeri

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Ecco un articolo un po’ particolare …. Si parla tanto di linguaggio nella Scuola dell’Infanzia ma poco dello sviluppo della conoscenza numerica.

Il numero caratterizza la vita di ognuno di noi: da quando ci svegliamo e calcoliamo il tempo disponibile per fare colazione e correre al lavoro, a quando controlliamo il resto dopo aver fatto la spesa, ….

Ma quando cominciano le nostre prime esperienze numeriche? Quando iniziamo a interpretare il mondo in termini di numerosità?

Molte ricerche hanno dimostrato che neonati di pochi mesi sono capaci di differenziare gli insiemi in base alla quantità degli elementi contenuti ed addirittura riescono ad apprezzare piccole operazioni di addizione e sottrazione ma prima dei sei anni sono sviati da indizi percettivi (come la grandezza degli oggetti e la loro disposizione spaziale). Infatti se presentiamo loro 3 tazzine e 3 piatti e chiediamo quali sono di più, più il bambino è piccolo, più tenderà a orientarsi verso l’oggetto più grande.

Altre ricerche hanno dimostrato che i bambini sono capaci di percepire la numerosità di un insieme visivo di oggetti in modo immediato senza contare. Questo processo viene chiamato SUBITIZING e il massimo numero di oggetti percepibili in questo modo è 4.

Butterworth (1999) afferma che tutti noi alla nascita siamo dotati di un cervello matematico “un cervello che contiene uno specifico MODULO NUMERICO, cioè l’insieme dei circuiti cerebrali specializzati che classificano il mondo in termini di numerosità”.

Ma perché ci sono persone bravissime con i numeri e altre che hanno una vere e propria antipatia per la matematica?

Secondo lo studioso Butterworth la natura ci fornisce di una capacità presente fin dalla nascita mentre le differenze individuali riguardano le capacità che si sviluppano con l’insegnamento.

Imparare a contare rappresenta il primo collegamento del bambino tra questa capacità presente alla nascita e le competenze che acquisisce con l’istruzione.

Come fa il bambino ad imparare a contare?

Il bambino impiega un certo tempo, dai 2 ai 5 anni, e diversi tentativi prima di riuscire a contare correttamente almeno 10 elementi e quindi rispondere alla domanda: “Quanti sono?”.

Sono state individuate 5 tappe che il bambino deve percorrere per arrivare a contare senza errori.

  1. Il bambino deve saper produrre una sequenza numerica verbale (uno, due, tre, …) seguendo un determinato ordine. Verso i 2 anni il bambino inizia a produrre la sequenza delle parole che si riferiscono ai numeri, ma impiega un certo tempo per acquisirla in modo corretto. Inizialmente la sequenza viene utilizzata come un’unica parola molto lunga (unoduetrequattro..). Ma anche quando impara a riconoscere le parole-numero come unità distinte tende a produrle a partire da uno e procedere solo in avanti. Solo verso i 5 anni la sequenza verbale della conta è usata come catena bidirezionale e riproducibile a partire da qualsiasi numero (sei, sette, otto, …).
  2. Il bambino deve saper fare corrispondere ogni elemento dell’insieme che sta contando a una e una sola parola-numero (corrispondenza biunivoca). Di solito il bambino si aiuta indicando ciò che conta. Ovviamente prima di riuscire a utilizzare la corrispondenza biunivoca in modo corretto (verso i 5 anni) il bambino commette degli errori. Per esempio indica un oggetto senza pronunciare la parola-numero, oppure il bambino mentre indica gli oggetti ne salta uno oppure ne indica uno più volte.
  3. Il bambino deve capire che la parola-numero associata all’ultimo elemento contato corrisponde al numero totale degli elementi dell’insieme.
  4. Il bambino capisce che qualunque cosa può essere contata indipendentemente dalle caratteristiche degli elementi dell’insieme: i salti di un cavallino, le caramelle che ha in tasca, i bambini della sua sezione …
  5. Il bambino capisce che l’ordine in cui sono contati gli elementi non modifica il numero totale degli elementi. Si può iniziare a partire il conteggio da qualsiasi elemento dell’insieme.

 

All’avvicinarsi dell’ingresso della scuola elementare i bambini, anche se non esposti alla lettura e scrittura, sanno identificare i numeri differenziandoli dalle lettere. Sanno leggere e scrivere qualche numero anche se a volte li fanno rovesciati o speculari.

Già a 5 anni sono in grado di risolvere piccole situazioni problematiche nelle quali più che veri e propri calcoli è richiesto loro di eseguire inferenze relativamente a quantità di oggetti che gli vengono mostrati e che possono manipolare, “Hai 4 matite, te ne regalano altre 2, quante matite hai in tutto?”. Per risolvere calcoli di questo genere di solito il bambino ricorre al conteggio. Può contare gli oggetti oppure usare le dita.

Come evolve il conteggio con le dita?

La strategia iniziale di solito è quella di contare sulle dita entrambi gli addendi. Quindi per contare 4 + 2, il bambino sollevando le dita una alla volta  conta le dita corrispondenti al primo addendo (1, 2, 3, 4) poi fa lo stesso per il secondo addendo (1, 2) e infine ricomincia il conteggio a partire dall’inizio (1, 2, 3, 4, 5, 6).

Solo in un secondo momento il bambino inizierà a contare dall’addendo maggiore e aggiungerà, un’unità alla volta quello minore (4+2= 4+1+1).

Quando sarà molto abile il bambino potrà, usando le dita e avendo memorizzato la configurazione dei numeri sulla mano, posizionare subito le dita  corrispondenti al primo addendo senza contarle e aggiungere la configurazione corrispondente al secondo addendo e dire il risultato finale semplicemente osservando le dita finali.

 

 

 

 

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