Il mio bambino frequenta la scuola elementare e mi hanno detto che è dislessico.

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Innanzitutto cerchiamo di capire cosa significa dislessico e a che età possiamo essere sicuri di questo.

La dislessia è un disturbo che fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

“Disturbi che coinvolgono abilità specifiche dell’apprendimento scolastico lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Sono coinvolte in tali disturbi l’abilità di lettura, l’abilità di scrittura e di fare i calcoli”.

Consensus Conference 2007

Quindi abbiamo:

Disturbo della lettura: DISLESSIA

Disturbo della scrittura: DISORTOGRAFIA

Disturbo della grafia: DISGRAFIA

Disturbo del calcolo: DISCALCULIA

Possono comparire isolati o associati tra loro.

Stiamo parlando di bambini intelligenti ma il loro cervello funziona diversamente mostrando prestazioni nell’ambito della lettura, scrittura e calcolo al di sotto della norma.

Anche se negli anni c’è stata una maggiore informazione e attenzione riguardo queste problematiche, ancora oggi troviamo bambini che vengono considerati pigri, svogliati e disattenti ma non è questione di scarso impegno o mancanza di concentrazione. Il loro è un disturbo presente fin dalla nascita, ereditario ma che si manifesta più chiaramente con l’inizio delle scuole elementari quando il bambino inizia l’apprendimento della lettura e scrittura.

Quali sono i campanelli di allarme che possono aiutarci a capire se nostro figlio è dislessico?

Se parliamo dei bambini che frequentano la prima e la seconda elementare è importante osservare e monitorare i bambini che dopo vari mesi di scuola faticano ancora a riconoscere le lettere e a collegarle al suono corrispondente soprattutto se in famiglia sono presenti altre persone con dislessia.

Tenterò di elencarvi le più frequenti difficoltà che caratterizzano i bambini che faticano nell’apprendimento della lettura. Chiaramente ogni bambino è diverso dall’altro. Le difficoltà sotto riportate non si manifestano necessariamente tutte. Il bambino può:

  • confondere le lettere che appaiono simili graficamente o suonano simili per punto o luogo di articolazione (t-d, p-b, m-n, b-d, f-v, ecc)
  • invertire, omettere o aggiungere le lettere
  • leggere una parola correttamente all’inizio della pagina, ma leggerla in modi diversi prima di arrivare alla fine del testo
  • commettere errori di anticipazione, cioè leggere la prima o le prime lettere e “tirare a indovinare “ la parola, a volte sbagliandola
  • saltare le righe e/o le parole
  • leggere lentamente, a volte sillabando

Spesso il bambino dislessico fatica a comprendere quello che legge per questo è costretto a rileggere più volte lo stesso testo, con il rischio di affaticarsi sempre di più.

Può manifestare disagio psicologico, difficoltà comportamentali, scarsa autostima e demotivazione nei confronti della scuola: ma sono conseguenze della dislessia e non la causa.

Ma attenzione, non tutte le difficoltà di lettura sono Dislessia.

Alcuni bambini recuperano spontaneamente o con un po’ di aiuto le difficoltà iniziali e  raggiungono normali livelli di apprendimento. Per questo si aspetta fino alla fine della seconda elementare per poter fare una diagnosi, quando il normale processo di acquisizione di lettura e scrittura può considerarsi concluso. Per quel che riguarda il calcolo bisogna invece attendere la fine della terza elementare.

Se il vostro bambino è in difficoltà nei primi due anni di scuola elementare, meglio attivarsi il prima possibile per aiutarlo a superare le sue difficoltà e recuperare le sue lacune con interventi di supporto e se il problema persiste allora consultare gli specialisti per effettuare degli approfondimenti.

Se avete il dubbio che il vostro bimbo sia dislessico dovete contattare il vostro pediatra e, con la sua richiesta, rivolgervi al servizio asl o a un equipe privata.

Per formulare una diagnosi adeguata è indispensabile avvalersi del contributo di più esperti che escludano la presenza di disturbi sensoriali o neurologici o deficit cognitivi o della sfera emotiva. Si valutano il livello degli apprendimenti scolastici, le abilità linguistiche, prassiche e neuropsicologiche.

Se invece avete già ricevuto una diagnosi di dislessia…

Oggi la ricerca scientifica si concentra sempre di più per trovare possibili soluzioni o strategie per aiutare il vostro bambino.

Sono infatti presenti diverse possibilità per aiutare i bambini dislessici: rieducazione logopedica, interventi di stimolazione e rinforzo che possono essere effettuati presso centri e studi professionali, uso di software anche a domicilio.

L’importante è non demoralizzarsi e attivarsi senza perdere tempo per trovare le soluzioni più adatte alle esigenze personali del vostro bambino.

E’ fondamentale che l’intervento sia precoce, perché tanto più è tempestivo, tanto più si può cercare sia di ridurre le difficoltà, sia di stimolare strategie cognitive per aggirare l’ostacolo, prevenendone anche le conseguenze sul piano psicologico.

E’ altrettanto importante che l’ambiente familiare e quello scolastico vadano incontro alle difficoltà del bambino, aiutandolo a costruire un’immagine positiva di sé.

Diagnosticata la dislessia, in sostanza la legge prevede che la scuola sviluppi un Piano didattico personalizzato in modo da garantire al bambino dislessico il diritto di apprendere come gli altri, grazie a misure compensative o dispensative, come per esempio la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove o il ricorso a verifiche orali anziché scritte, privilegiando la lettura silenziosa, l’uso di un lettore o di libri “parlanti”, e del computer per la scrittura. A scuola è importante dunque adattare la didattica alle sue difficoltà di apprendimento.

A casa  è meglio che ad aiutare il bambino, nello svolgimento dei compiti, non sia né mamma né papà, per non logorare il rapporto genitore –figlio e in generale il clima familiare con il carico di lavoro scolastico, e ridurre anche l’ansia da prestazione nel bambino.

I bambini dislessici possiedono anche dei punti di forza che spesso non vengono valorizzati o sollecitati e che invece sono fondamentali per superare le barriere che possono incontrare.

Quali sono questi punti di forza?

  • Intelligenza
  • Capacità di memorizzare per immagini
  • Approccio inusuale e diverso alle materie scolastiche
  • Capacità di fare collegamenti non convenzionali
  • Creatività e capacità di produrre facilmente nuove idee
  • Alto livello di pensiero divergente che permette di trovare diverse soluzioni in una data situazione

Queste caratteristiche sono state notate dalla rivista Fortune (Morris , 2002) che mette in relazione l’alta percentuale di successo di top manager dislessici con questi punti di forza.

Perciò non disperate! La dislessia non è qualcosa di cui vergognarsi, bisogna affrontarla e incoraggiare sempre il bambino in modo che anche lui possa raggiungere soddisfazioni scolastiche e lavorative.

 

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