Chi è e cosa fa il logopedista?

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    Nonostante negli ultimi anni la mia figura professionale sia diventata sempre più conosciuta sia nelle scuole che tra i genitori trovo ancora qualcuno che quando parlo della mia professione dice: “Ah ecco, allora curi i piedi!!”. Perciò con questo articolo cercherò di chiarirvi di cosa si occupa il logopedista (per chi ancora non lo sa) e di approfondire l’argomento (per chi già lo conosce).

    Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi del linguaggio, della comunicazione, della voce, dei disturbi cognitivi e dell’apprendimento in età evolutiva, adulta e geriatrica attraverso la valutazione, il bilancio, il counseling, la programmazione e l’elaborazione di interventi riabilitativi individuali.

    Il logopedista ha una laurea che lo abilita alla professione e lavora in collaborazione con medici specialisti che gli inviano i pazienti per la rieducazione. Può esercitare come libero professionista o lavorare come dipendente in una struttura sanitaria. Il logopedista può operare solo in presenza di diagnosi medica che gli permette a sua volta di prendere in carico il paziente.

    Quando devo rivolgermi al logopedista?

    Consultate un logopedista se il vostro bambino presenta difetti di pronuncia, uno scarso vocabolario che gli impedisce di esprimersi, difficoltà nella costruzione delle frasi, difficoltà negli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura e calcolo), difficoltà nella produzione della voce, deglutizione atipica e balbuzie. Anche l’adulto può rivolgersi al logopedista nel caso in cui presenti problemi di linguaggio, di voce, di memoria, di attenzione a seguito di traumi cranici, ictus, sindrome di Parkinson, sclerosi multipla, …

    Come lavora il logopedista?

    Il lavoro del logopedista si suddivide in varie fasi: la valutazione iniziale, le sedute di rieducazione, la valutazione finale.

    In cosa consiste la valutazione iniziale?

    La valutazione iniziale ha lo scopo di definire in modo specifico il problema del bambino e di informarne i genitori in modo da renderli partecipi dell’eventuale programma riabilitativo. Durante questo primo incontro il logopedista raccoglie l’anamnesi cioè fa domande al paziente o ai famigliari che gli permettono di raccogliere informazioni sul passato del paziente e sulla storia clinica della sua famiglia. Molto spesso vengono somministrati test che forniscono indici quantitativi, da confrontare con i dati di normalità, che danno informazioni sul grado del disturbo. A volte una valutazione qualitativa del linguaggio e una osservazione del bambino in situazione di gioco possono essere sufficienti per fornire un buon quadro della situazione. Infatti l’esperienza e la preparazione del logopedista sono fondamentali.

    Come si svolge la seduta di rieducazione?

    La logopedista con il consenso della famiglia farà un piano di lavoro mirato al recupero delle difficoltà del bambino. In generale la logopedista durante la rieducazione, utilizzando giochi, oggetti e immagini e tutto ciò che può divertire e attirare l’attenzione del bambino, favorisce la concentrazione sulle parole, aiuta il bambino a riconoscere e selezionare le differenze tra i suoni, lavora sulla costruzione e comprensione della frase, sull’ampliamento del vocabolario, su lettura scrittura e calcolo. Oltre all’intervento sul bambino il logopedista crea una rete di collaborazione tra scuola-famiglia-altri specialisti in modo che tutti possano concorrere alla riuscita della rieducazione.

    Quanto dura la seduta logopedica?

    La seduta con il bambino dura in genere 45 minuti, io di solito dedico gli ultimi 15 minuti (ultimi ma non meno importanti) ai genitori che possono aiutarmi nella rieducazione apprendendo gli eventuali esercizi/giochi da svolgere a casa oppure strategie comunicative che possono mettere in atto per migliorare il linguaggio del loro bambino.

    Che durata può avere il trattamento?

    La lunghezza del trattamento dipende da molti fattori ma principalmente dal tipo di difficoltà presentate dal bambino, dalla sua risposta alla terapia logopedica e dalla collaborazione da parte della famiglia. Può durare qualche mese o qualche anno.

    Quando si considera finita la rieducazione?

    Quando la logopedista considera terminato il percorso riabilitativo effettua un eventuale test per verificare il miglioramento delle difficoltà del bambino e decide di inviarlo al medico (psicologo, otorinolaringoiatra, neuropsichiatra, foniatra, …) che ha fatto la diagnosi iniziale per l’eventuale dimissione.

    Spero di aver fatto un po’ di chiarezza…..

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