Cos’è un Disturbo Specifico di Linguaggio?

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    Questo è un articolo un po’ tecnico per spiegarvi cos’è un Disturbo Specifico di Linguaggio, spero lo troviate ugualmente interessante!

    Come già accennato in un altro articolo il ritardo del linguaggio rappresenta il più comune disordine di sviluppo nei bambini entro i 3 anni. E’ caratterizzato da un rallentamento dei tempi di acquisizione delle varie tappe linguistiche ed è considerato un disturbo transitorio a prognosi favorevole. Infatti nel 60% dei casi il ritardo di linguaggio regredisce spontaneamente entro i 3 anni mentre il restante 40% può consolidarsi in un Disturbo Specifico di Linguaggio.

    Il Disturbo Specifico di Linguaggio (DSL) è un disturbo espressivo-comunicativo in assenza di deficit sensoriali, cognitivi, neurologici e relazionali caratterizzato da una compromissione nello sviluppo delle componenti del linguaggio in confronto a soggetti di pari età, sesso, cultura e intelligenza.

    La prognosi è favorevole, ma difficilmente tende a risolversi spontaneamente in modo completo. Infatti durante gli anni scolastici i sintomi più evidenti diminuiscono, ma spesso il DSL evolve in difficoltà negli apprendimenti scolastici.

    Quali sono le cause?

    Le effettive cause del DSL non sono ancora state identificate ma le ricerche scientifiche si sono orientate su:

    • Famigliarità per il disturbo, quindi parliamo di parenti (genitori, fratelli, ecc) che hanno avuto un disturbo del linguaggio.
    • Un inadeguato sviluppo delle connessioni funzionali ed anatomiche di alcune zone cerebrali che sono state scoperte essere alla base del linguaggio.
    • Un disturbo dell’elaborazione percettiva, in quanto nei bambini con DSL è presente una difficoltà nella discriminazione rapida di stimoli acustici in successione. In pratica per questi bambini il linguaggio è troppo veloce e non gli permette di distinguere bene le caratteristiche dei suoni.
    • Un deficit della memoria di lavoro fonologica che non permette un immagazzinamento delle parole in maniera adeguata.

    Spesso si osserva un’associazione del DSL con frequenti otiti e ipertrofia adenoidea che possono rendere imprecisa e variabile la percezione e la discriminazione dei suoni.

    Quali sono le caratteristiche del DSL?

    I bambini con Disturbo Specifico di Linguaggio differiscono tra loro per la notevole variabilità dei comportamenti comunicativi, la severità delle loro difficoltà, le caratteristiche dei loro errori e la loro risposta alla terapia. Tuttavia hanno caratteristiche generali comuni:

    • Spesso presentano un rallentamento nelle tappe di acquisizione dei suoni del linguaggio, non riescono a cogliere la differenza tra i  vari suoni e di conseguenza a combinarli per formare le parole. Fanno fatica a generalizzare lo stesso suono e a riconoscere l’errore.
    • Un linguaggio espressivo caratterizzato da una capacità di esprimersi molto al di sotto del livello appropriato alla loro età e che spesso continua ad essere incomprensibile anche dopo i 4 anni.

    Nel DSL possono essere compromessi contemporaneamente più livelli o componenti linguistiche.

    1. La componente lessicale, se è compromessa, è caratterizzata da uno sviluppo del vocabolario inizialmente ridotto e limitato a pochi termini.
    2. Nella componente morfosintattica, se è compromessa, si rileva una lunghezza media dell’enunciato ridotto, fino ad arrivare ad un linguaggio “telegrafico” con una struttura sintattica così semplificata da rendere difficoltoso lo scambio di informazioni più complesse. Compaiono errori nelle concordanze che riguardano in particolare articoli, verbi e pronomi.
    3. La componente narrativa è spesso compromessa poiché il livello narrativo richiede una maggiore rielaborazione del linguaggio orale e risente fortemente del deficit fonologico (difficoltà nell’organizzazione dei suoni delle parole). E’ possibile incontrare difficoltà sia nella comprensione narrativa sia nella produzione narrativa.
    4. La componente fonetica può essere compromessa per un deficit nella realizzazione motoria del suono e si manifesta nella difficoltà nell’articolare correttamente uno o più suoni consonantici (esempio la “erre moscia”). Il bambino è in grado di distinguere tra la produzione alterata e il target dell’adulto, quindi riconosce le parole corrette e quelle alterate e gli errori sono in genere costanti. Il ritardo fonetico non ha alcuna influenza sull’apprendimento del linguaggio scritto.
    5. La componente fonologica è nel 99% dei casi alterata. E’ compromessa la rappresentazione mentale dei suoni e può coinvolgere sia la percezione che la produzione delle parole determinando un Disordine Fonologico (caratterizzato da semplificazioni, sostituzioni o omissioni di sillabe e di suoni). Il bambino non riconosce l’errore e gli errori non sono costanti. Il Disordine Fonologico può avere delle ricadute sugli apprendimenti scolastici.

    Spero di avervi incuriosito, se avete domande non esitate a chiedere!

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